venerdì 30 giugno 2017

Ordinanze, ordine pubblico e governo della città

Solo con la partecipazione dei cittadini, delle loro associazioni e dei loro comitati si possono affrontare e risolvere i problemi di governo di Torino.
 
I recenti fatti di cronaca, soprattutto l’ultimo, caratterizzato dal pesante intervento della polizia in piazza Santa Giulia, hanno evidenziato il tentativo di governare a colpi di ordinanze comunali e di interventi delle forze dell’ordine complesse situazioni urbane, che coinvolgono abitanti di  zone diverse e cittadini con legittime esigenze di vario tipo.

La decisione del Comune di porre rimedio a problematiche che da tempo scontano la mancanza di interventi ser, solamente ricorrendo a restrizioni di tipo commerciale e comportamentali, individuate frettolosamente dopo un percorso privo di confronto pubblico e senza coinvolgere in modo aperto tutti i cittadini che in qualche modo ne sono protagonisti, non poteva che sfociare in un confronto confuso e non dialettico, sia sul territorio che nelle e tra le istituzioni.

Così come già per molti altri ambiti dell'azione dell'Amministrazione comunale torinese, i cittadini non sono stati presi in considerazioni come comunità ma solamente come singoli, oppure in quanto  come appartenenti a singole categorie portatrici di interessi, da accontentare oppure da obbligare a tenere comportamenti conformisti. È stata esclusa ogni forma di confronto collettivo dai quali fare emergere le vere e varie istanze di cui i cittadini stessi sono portatori e ai quali fare seguire azioni, anche graduali ma che coinvolgano tutti come parte attiva nella risoluzione dei problemi.

Rivendichiamo l'idea che la possibilità di costruire le migliori condizioni di vivibilità in città possa realizzarsi con la partecipazione di tutti i cittadini e non tramite la mera regolamentazione commerciale associata  ad interventi coercitivi delle istituzioni preposte a “tutelare l’ordine pubblico”.

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