lunedì 24 aprile 2017

Presentare una petizione al Consiglio Comunale: cosa succede poi


La presentazione di una petizione al Consiglio comunale è tra gli istituti di partecipazione previsti dal TESTO UNICO DELLE NORME REGOLAMENTARI SULLA PARTECIPAZIONE, IL REFERENDUM, L'ACCESSO, IL PROCEDIMENTO, LA DOCUMENTAZIONE AMMINISTRATIVA E IL DIFENSORE CIVICO, approvato nel 2004 dal Consiglio Comunale e successivamente modificato in varie riprese.

La petizione al Consiglio Comunale deve essere supportata da almeno 300 firme di sottoscrittori  residenti nel Comune di Torino  in possesso dei requisiti richiesti, requisiti verificati dagli uffici comunali tramite l'indicazione dei documenti di identità apposta assieme alle firme stesse. Effettuata con esito positivo la verifica, tocca al Presidente del Consiglio Comunale dichiarare l'ammissibilità della petizione e predisporre quindi, tramite gli uffici a sua disposizione, i due passaggi quindi previsti.

Il primo passaggio, definito 'diritto di tribuna', si esplica, recita l'art. 11 del Testo Unico, tramite "l'organizzazione, da parte del Presidente del Consiglio, mediante gli uffici del Consiglio Comunale, di un incontro, da svolgersi nel Palazzo Civico, tra i primi presentatori delle proposte di petizione (...) e i principali mezzi di informazione presenti nella Città."

Il secondo dei due passaggi si svolge in seguito nella Commissione Consiliare competente per la materia oggetto della petizione, Commissione chiamata ad entrare nel merito della richiesta che la petizione medesima contiene. La data di convocazione viene comunicata  al primo dei tre firmatari con congruo anticipo, tramite raccomandata, sempre a cura del Presidente del Consiglio Comunale.

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